Safari Toscani

Eccoci, partiamo! Mi infilo il casco, pieno di voglia di provare questa emozione. La guida si mette in prima posizione e noi tutti dietro, facendo le prime sgasate per prendere confidenza con il quad. Non abbiamo fatto neanche 500 metri che il paesaggio cambia radicalmente e tutto intorno c’è solo il verde delle colline e l’azzurro del cielo. Andiamo piano, ma forse è meglio così, perché possiamo sentire gli odori della campagna che si fanno ancora più forti grazie al caldo ed al sole cocente. La guida entra in una strada che non mi aspettavo e ci ritroviamo nello sterrato; il percorso è ancora buono, ma il cuore inizia a battere più forte perché sento che tra poco inizieremo a fare sul serio e non so cosa mi aspetta... che emozione!

Entriamo nel fitto bosco ed i colori attorno a me si fanno più scuri, dovuti al verde scuro degli alberi, all’ombra che ne deriva ed al marrone della strada che si stringe e l’emozione si fa sentire ancora di più; iniziano le prime salite, alcune un po’ strette, ma le superiamo tutte. Le gomme del quad passano sopra a terra, erba, pietre e pezzi di legno... Che spettacolo! Passiamo dentro ad un vecchio mulino disabitato, dove il tetto è il cielo ed il pavimento è l’erba, attraversiamo davvero le stanze e quando ci fermiamo appena fuori per fare le prima sosta ci guardiamo tutti e ci strappiamo un sorriso, felici di aver provato questa esperienza. Facciamo qualche foto, è come se ci conoscessimo tutti e questo ci diverte da matti! Ripartiamo e la strada si fa più ripida: passiamo da percorsi di foresta fitta e buia, ad ampi spazi panoramici dove senti il sole che ti scalda e riesci a vedere il mare in lontananza. Il paesaggio è meraviglioso e penso che ci saranno centinaia di persone che stanno guardando queste colline, che non sospettano che noi impavidi siamo lassù a guardarli!

Dopo un'altra piccola sosta in una radura davanti ad una rocca, il percorso inizia a cambiare: salite e discese, salite e discese, pezzi di legno ovunque e poi pietraie, tratti di rettilineo e sentieri stretti e tortuosi... mi sto divertendo da matti!!! Dopo circa un’ora e mezzo dalla partenza siamo a Sassetta, al bar a fare colazione ed a scambiarci i primi commenti; le braccia e le gambe iniziano a farsi sentire, ma in fondo è quello che volevamo e soprattutto sappiamo che ne è valsa la pena! Ripartiamo ed il percorso stavolta è aspro: una discesa ripida lunga circa 300 metri fatta solo di pietre e sassi sconnessi. Ora il percorso si è trasformato: ampi spazi, strada larga e pietraie; i colori sono cambiati ed il caldo inizia a farsi sentire... hey! C’è un fiumiciattolo la in fondo... non è che per caso... Si, che spettacolo!
. Lo attraversiamo come se nulla fosse da parte a parte, dopo un paio di minuti ne troviamo un altro e facciamo il bis. Adesso non è più una sorpresa, ci siamo quasi abituati e quando troviamo una terzo guado vediamo che la guida rallenta e... ci si butta dentro con il quad, con l’acqua fino alle caviglie e lo percorre il lunghezza! Non ce lo aspettavamo, credevamo non fosse possibile e per la voglia ci buttiamo e gli andiamo dietro

Ad un certo punto il fiumiciattolo si allarga e forma in alcuni momenti come delle grosse pozze; la guida si ferma, ci fa una foto e ci dice “Sbizzarritevi un po’ se volete, qui non è pericoloso”. Non potevo rinunciare ad un piacere così ed in una di quelle pozze mi diverto e girare con l’acqua fino alle ginocchia... è divertentissimo!!! Dopo 5 minuti ricominciano le salite un po’ più dure, stavolta non ci sono più pietre, ma è proprio il terreno che è fortemente sconnesso. La fatica sulle braccia e sulle gambe inizia a farsi sentire davvero... ho deciso: a settembre vado in palestra! Dopo questo tratto il percorso ritorna lieve e per rientrare al Quad Center passiamo dalla strada asfaltata, così da goderci tutto il panorama.


Siamo arrivati, mi tolgo il casco e tutti ci guardiamo come abbiamo sempre fatto; siamo un po’ stanchi, ma ci siamo divertiti da morire; non vedo l’ora di sviluppare le foto e spero che qualche amico decida di provare questa emozione, così magari ritorno anch’io!

Alessio